Allevamento amatoriale del cane da caccia del Bugallo

Standard di lavoro del Bracco Francese

Nell’annuario edito per l’occasione del centenario della fondazione del Club Braque Francais e distribuito ai partecipanti al raduno di Revel che si è tenuto nel 2019 a pagina 12 viene descritto lo standard di lavoro del Bracco Francese tipo Gascogne e Pirenei.

Per chi desidera conoscere come deve svolgersi il lavoro delle due razze di Bracco Francese ho riportato sotto lo standard originale in francese che si trova nell’annuario una libera traduzione da me effettuata, in corsivo ho invece riportato lo standard di lavoro come lo troviamo riportato nello standard in italiano. 

  1. Il galoppo
  2. La cerca
  3. Il portamento della testa
  4. La ferma
  5. La guidata
  6. Il riporto
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Il Braque Francese è un cane dal carattere socievole ed affettuoso, molto intelligente non tollera l’addestramento meccanico all’inglese o punitivo.

La razza nel tipo Pirenei ha uno stile piuttosto diverso da quello del tipo Gascogne.

Il Bracco Francese tipo Pirenei di taglia più piccola ha un temperamento più vivace ed è più veloce del Gascogne che essendo di taglia più grande ed una morfologia più pesante risulta essere meno vivace.

In ragione della diversa mole esistono differenti stili di lavoro tra le due varietà. I soggetti più piccoli (tipo Pyrénées) si presentano più rapidi e veloci rispetto a quelli di grande mole (tipo Gascogne).

Il galoppo

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Il Bracco Francese (tipo Gascogne) è un galoppatore medio e la velocità non dovrebbe essere cercata a tutti i costi, il Gascogne deve essere in grado di galoppare per molto tempo allo stesso ritmo (canter – tipo di galoppo medio). L’inizio del galoppo del Gascogne deve essere da mezzofondista e non da sprinter. Il galoppo del Gascogne deve essere leggero ed economico a volte intervallato da un trotto quando c’è il dubbio di una debole emanazione.

Il galoppo del tipo Pirenei, di taglia più piccola e di temperamento più vivace deve essere più veloce, più costante, può rallentare il movimento se in presenza di emanazione.

Il bracco francese tipo Gascogne è un galoppatore medio, non eccessivamente veloce ma il suo galoppo deve risultare facile e armonioso, tale da mantenere questa andatura nel tempo; sono ammesse fasi di trotto in ragione del terreno da esplorare o in alcune fasi di accertamento.

Differentemente nel caso del tipo Pyrénées si tratta di un galoppo molto veloce con vigorosa spinta del posteriore, senza però eccedere nell’impeto del Pointer, con falcate rapide e di giusta ampiezza: il posteriore funge da propulsione, sufficientemente potente ma senza eccessi, mentre l’anteriore deve fungere solo di appoggio senza quindi cercare trazione in aiuto del posteriore nella locomozione. Galoppo quindi facile, veloce rapido e lineare, continuo ed energico, sempre nella nota del continentale.

La cerca

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Deve essere estesa, coprendo molto terra; Il Bracco Francese deve eseguire la cerca con metodo ed intelligenza e seguendo il suo istinto, non deve mai dare l’impressione che sia stato addestrato seguendo una cerca meccanica. Se a volte fa qualche cambio di direzione ed anche se frena o ritorna quasi nello stesso posto, è perché l’istinto lo avverte che c’è il rischio di passare la selvaggina o di farla volare, questa caratteristica ed eventuali “dettagli di cerca” eseguiti abbassando il naso per seguire la passata del selvatico, se sono giustificati e brevi, non possono essere considerati difetto ma un pregio.

Essa deve essere intensa aperta, coprente molto terreno, diligente e sempre adattata all’orografia del terreno ed alla vegetazione, nella nota del continentale.

Il portamento della testa

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La testa durante la cerca deve essere generalmente nel prolungamento della linea del dorso ma può essere a volte portata anche al disopra o al di sotto della linea dorsale in funzione delle condizioni di terreno, vegetazione, vento. Deve dare l’impressione di cercare l’emanazione assecondando le condizioni ambientali in cui si trova a dover lavorare. Il Bracco Francese nella cerca deve dare la sensazione di dominare il terreno e le condizioni ambientali.

La cerca deve essere eseguita in modo molto attento la testa deve muoversi per non farsi sfuggire la più piccola percezione olfattiva.

Per ambedue le varietà la testa è portata nel prolungamento della dorsale e mobile, anche se è da notare la facilità con la quale il tipo leggero, in ragione della spiccata velocità, comunemente ha un portamento di testa più alto, a testimoniare padronanza olfattiva redditizia, e in particolari condizioni climatiche e di vegetazione sono ammessi portamenti di testa leggermente al di sotto, senza però eccessi.

Canna nasale tendente all’orizzontale. Collo proteso.

Coda portata nel prolungamento e ferma; è ammesso un leggero movimento soprattutto nel tipo Gascogne.

La ferma (La filata e la ferma)

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In ferma il cane deve mantenersi immobili ma non rigido. In ferma il Bracco Francese deve conservare la lucidità (è difetto la ferma catalettica) ed essere attento ai movimenti del selvatico senza farlo involare per facilitare al conduttore l’avvicinamento.

La posizione ideale del Braque Francese in ferma è la posizione eretta ma a seconda della vegetazione e per non far involare il selvatico può essere anche flessa o a terra, la testa deve indicare la direzione da cui proviene l’emanazione, l’orecchio un po’ sollevato, l’occhio fisso, la coda meno sollevata rispetto al Bracco tedesco, la posizione non deve dare l’impressione di rigidità. Se il conduttore è molto indietro, il cane può voltare la testa verso di lui per poi tornare ad indicare il selvatico, come per indicarne il luogo esatto.

Il cane deve saper mantenere la ferma e forzare l’involo del selvatico solo all’ordine del suo conduttore.

Deve essere corretto al momento della partenza del selvatico.

Avvertita l’emanazione fila decisissimo e rapido sino alla sorgente ed una volta raggiunta blocca di scatto (rapidità di movimento e reazione chiaramente più evidente nel tipo leggero).

Coda in movimento.

Se durante la cerca ha l’errata impressione del selvatico, rallenta (può passare al trotto nel tipo Gascogne) fila con orecchie erette e collo proteso, serrato ed attento risale e supera l’incertezza con decisione riprendendo l’andatura abituale con scatto quasi rabbioso.

Se avverte lieve indizio del selvatico, la sua azione subisce un leggero freno graduale (più evidente nel Gascogne) risale ad assicurarsi e blocca con decisione; testa alta, canna nasale sull’orizzontale, collo tutto fuori, occhio ardente.

Quando è certo della presenza del selvatico, scattante con immediata contrazione e a testa alta procede decisissimo aspirando fremente l’effluvio. Blocca di scatto.

A ridosso del selvatico improvvisamente, ferma di scatto, con testa rivolta verso la sorgente leggermente al di sotto dell’orizzontale, rigido e a volte in posa contorta, coda leggermente al di sopra della linea del prolungamento (non eccessivamente).

Normalmente elegante nella ferma, ma non esageratamente catalettico, orecchio un po’ rialzato, occhio fisso e testa nell’angolo dell’emanazione; eretto salvo rarissime e poco gradite ma tollerate eccezioni, dovute a situazioni improvvise anche in terreno scosceso e privo di vegetazione, quando è possibile che fermi flesso o accucciato.

La partenza del selvatico (Guidata)

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All’ordine del conduttore il Bracco Francese deve saper forzare la partenza del selvatico e l’azione deve avvenire in modo energico, veloce e d’autorità. Alla partenza del selvatico il Bracco Francese deve rimanere corretto; Nel caso che il selvatico si allontani di pedina deve “guidare” d’autorità mantenendo il contatto olfattivo e non permettendo al selvatico di prendere troppa distanza.

Al frullo del selvatico il cane deve mantenersi corretto.

Quando, dopo la ferma, il selvatico tenta di sottrarsi pedinando guida in piedi con autorità, nel tipo Pyrénées più energicamente e velocemente, coda in movimento teso e decisissimo con testa alta; in perfetto collegamento con il conduttore rallenta e si ferma ad ogni sosta del selvatico tenendosi a giusta distanza dal selvatico ed irrigidendo la coda.

Il riporto

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La capacità di trovare la selvaggina morta o ferita è molto più importante e utile del modo di riportarla al conduttore.

Nella cerca del selvatico da riportare il Bracco Francese può portare il naso alto se al galoppo e se l’emanazione è forte, la cerca del selvatico abbattuto può avvenire al trotto o al passo con il naso basso per cercare l’emanazione bassa o se l’emanazione è difficile da trovare.

I soggetti che presentano la caratteristica del riporto sono da ricercare.

La velocità con cui il cane riporta il selvatico è di importanza relativa.

Il riporto deve essere eseguito in modo gioioso (non deve essere un lavoro ingrato), il cane deve eseguire il riporto dando l’impressione di divertirsi.

Non vi è stile di razza in questa azione, piuttosto soggettività, l’importante è che questo venga effettuato gioiosamente ed in maniera sollecita, ma soprattutto con dente dolce.

Nel recupero sono ammesse piccole fasi di risalita a naso basso, quasi a pistare, se la traccia risulta difficile a causa di fitta vegetazione; sempre gradevole la sollecitudine.

Conclusioni

Per concludere il Bracco Francese non deve essere un istrione, ne deve ricercare effetti spettacolari, ma deve essere un collaboratore gradevole, intelligente e pratico per un lavoro di ampio respiro.